Dire, fare e …

Dire, fare e …
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Sono nata per complicarmi la vita, devo avere un sorta di spiccato dono per costruirmi muri di problemi e situazioni scomode. Un po’ come quelle donne che hanno la calamita per i casi disperati.

Se non cado e non mi rialzo piena di lividi e gridando ” vittoria” non sarei “IO” , ed eccoci qua ennesimo problema, ennesimo periodo di blocco con il blog con la cucina e tante altre cose. Devo dire che diventare Mamma mi ha destabilizzato alla grande, nessuno quando rimani incinta ha il coraggio di dirti la verità e nessuno corre con un libretto di istruzioni per aiutarti in questo duro lavoro. Amo alla follia mio figlio è quell’amore che va oltre, quel legame che ti fa dimenticare e superare ogni notte insonne e stressante , conosco bene quel sentimento.

Sì perché è stato un sentimento che ha caratterizzato parecchio il rapporto con mia madre, soprattutto nel periodo dell’adolescenza, ci facevamo del male reciprocamente eppure il nostro legame andava oltre ad ogni cosa, quel legame così particolare che con la sua morte è venuto a mancare. Mi sono ritrovata in un limbo, il mio porto sicuro non esiste più, purtroppo un porto non vale l’altro e trovarne uno ugualmente sicuro non sarà così facile, abbiamo tutti bisogno di un abbraccio dove sentirci protetti , abbiamo bisogno di parole giuste che ci rincuorano, abbiamo bisogno di equilibrio. Mi auguro con tutto il cuore che mio figlio potrà vedere in me o in suo padre il suo porto sicuro, per quanto sua madre è una casinista cronica e campionessa di “scelte sbagliate”. Ed eccoci qui a fare l’ennesima scelta , ovvero ritornare alle origini, scrivere di getto , pubblicare me stessa e meno ricette, vivere serenamente il mio blog, smettere di guardare gli altri e sminuirmi, insomma più me stessa e meno etichette. Avrò fatto la scelta giusta? Non lo so , ma al momento mi fa stare bene. 

 



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